Annata: 2022
Vitigni: Riesling, Sauvignon Blanc, Pinot Bianco
Alcol: 12,5% vol.
Chiusura: tappo a corona

Anna Foto Humbert
Che splendida sorpresa, Anna.
Nel calice si presenta come un vino frizzante dalle bollicine finissime, fitte e vivaci, che animano la superficie con eleganza. Il colore è un affascinante giallo ambrato con riflessi ramati; la leggera velatura ne suggerisce un profilo autentico e poco interventista.
Al naso colpisce per intensità e dinamismo aromatico. I tre vitigni si esprimono in sequenza con chiarezza, quasi in una progressione sensoriale: inizialmente emergono le note più morbide e rotonde del Pinot Bianco, seguite dalla componente aromatica e vegetale del Sauvignon Blanc, per chiudere con la tensione e la finezza del Riesling. Il bouquet è ampio e stratificato: frutta a polpa bianca (mela, pera), quindi albicocca, pesca e un tocco esotico di ananas. Sul piano vegetale si distinguono sentori di tarassaco e foglia di pomodoro, accompagnati da sfumature di muschio. La complessità è arricchita da delicate note speziate di noce moscata e da richiami evolutivi di nocciola tostata e brioche.
In bocca rivela una freschezza brillante, sostenuta da una marcata sapidità e da una piacevole impronta minerale. La beva è scorrevole, quasi “gourmand”, con una tessitura fluida e appagante. La persistenza aromatica è di buona lunghezza, coerente con il profilo olfattivo.
Interessante la variazione della sequenza varietale al palato: qui è il Riesling ad aprire con slancio, seguito dal Sauvignon Blanc, mentre il finale si distende su una nota più morbida ed elegante di Pinot Bianco.
Un vino frizzante conviviale e luminoso, capace di coniugare complessità e immediatezza. La freschezza e la sapidità esaltano con precisione il corredo aromatico. Da bere ora, senza esitazioni: un autentico colpo di fulmine.
Temperatura di servizio: circa 7 °C
Abbinamenti: ideale come aperitivo estivo; si accompagna con primi e secondi di pesce, ma sorprende anche con una tarte Tatin di mele servita con panna.
*L’etichetta, d’ispirazione pop art, richiama lo stile di James Rosenquist e propone al degustatore un approccio immediato, quasi ludico, perfettamente in sintonia con il carattere vivace del vino.
Personalmente, avrei forse immaginato un riferimento a un artista differente, come per esempio Paul Klee: perché più intimo e giocoso. Si esprime con una leggerezza che dialoga bene con la frizzantezza e la dimensione conviviale del vino.
Castello e Sole Paul Klee 1928

Castello e sole, 1928: Paul Klee. Foto Wikicommons






