Barolo Ginestra “Vigna del Gris” 2021 e Barolo “Sori Ginestra” 2021 di Conterno Fantino
Qualche settimana fa raccontavo al mio collaboratore e amico di vino, Franco Ziliani, che mi trovavo a una degustazione dei vini di Conterno Fantino presso la Compagnia del Calice a Torino.
Nonostante la confusione e l’elevato numero di partecipanti, ogni tanto mi concedo il piacere di andare ad assaggiare vini interessanti.
Gli scrivo che sto degustando un Barolo di Conterno , e lui mi risponde immediatamente:
“Barolo in barrique…”
Nel senso: non gli interessa. Del resto, Ziliani è un “fuorilegge” dichiarato quando si tratta di certi stili, e i grandi Barolo piemontesi li conosce molto bene.
Umilmente gli rispondo che, in ogni caso, vale sempre la pena assaggiare prima di giudicare.
Mi soffermo su due Barolo dell’annata 2021, appena immessi sul mercato. Un’annata che alcuni definiscono “didattica”, ma non eccezionale. Personalmente l’ho vissuta come un anno difficile, quasi disastroso, e curiosamente non conservo un ricordo nitido del clima piemontese di quel periodo… un piccolo vuoto nella memoria.
Tra questi due Barolo si possono trovare numerose informazioni online: tecniche di vinificazione, caratteristiche analitiche, punteggi delle guide. Ma, in fondo, quanto conta tutto questo?
La vera domanda resta: si bevono? Sono buoni? Piacciono?
Che si tratti del Vigna del Gris o del Sorì Ginestra, entrambi sono già pronti per essere bevuti.

barolo Dcog Ginestra “vigna del Gris” di Conterno Fantino
Il Sorì Ginestra si distingue per una maggiore potenza, con i suoi 14,5% di alcol: potremmo definirlo il lato Yang. Forte di un punteggio di 96/100 assegnato da James Suckling, è difficile non riconoscerne il valore.
Eppure, nel contesto della degustazione, sembrava che il Vigna del Gris fosse quello più apprezzato. Forse per la sua maggiore morbidezza, per il suo profilo più leggero (14% di alcol), o per quelle note floreali e di cipria che ne rendono l’approccio più immediato e meno impegnativo. Un Barolo Yin: più ricettivo, più accogliente.
Il Sorì Ginestra, al contrario, è Yang: potente, caldo, dotato di una luminosità interna destinata ad aprirsi nel tempo. Le note di eucalipto e menta, insieme agli aromi caldi di cioccolato e spezie, ne rafforzano il carattere intenso e strutturato.
Ma, come insegna il principio del Yin e dello Yang, ciascun elemento contiene il seme del suo opposto. Nel Vigna del Gris si percepisce già una tensione, una forza latente che richiama la potenza del Sorì; mentre nel Sorì emergono, in filigrana, accenti floreali, finezza e una certa morbidezza.
Personalmente, il Vigna del Gris mi ha colpita per il suo approccio immediato, più delicato e meno irruente rispetto al suo “gemello” Yang.
In fondo, nel taoismo si celebra il ritorno alla semplicità originaria, alla spontaneità e alla naturalezza. Ed è proprio questo percorso che il Vigna del Gris sembra offrire, con grazia e misura.






