Una volta lo si definiva “il fratello minore” del Barolo. Una volta, parlo di 50 anni fa e più, non era ancora apparso alla ribalta, italiana e poi internazionale, un Signore, nato a Barbaresco, un angelo / diavolo di personaggio, che lo avrebbe fatto conoscere all’universo mondo. Un Uomo speciale, che ho incontrato per la prima volta nel lontano 1982, quando andai a intervistarlo per la Gazzetta di Parma, che ha visto la luce 85 anni orsono, al quale tutti i produttori di vino italiani devono dire grazie. Quell’uomo si chiama Angelo Gaja e con lui ho avuto rapporti contrastanti varianti dall’ammirazione all’antipatia più feroce.
Per il Barbaresco, per la sua causa, per farlo apprezzare ovunque, ha fatto più di qualsiasi altro, insieme a un altro Grandissimo uomo, Bruno Giacosa da Neive.
Persone molto diverse. Introverso, di pochissime parole Bruno, esuberante, show man, forse un po’ egocentrico, Angelo. Ma diamine, che personaggi!
Perché questo preambolo?
Semplice, perché prima di cantare le lodi di questo straordinario Barbaresco Riserva Vecchie Viti 2019 (grande annata per i vini base Nebbiolo in Langa) capolavoro del mio caro amico Roberto Minuto, alias Cascina Luisin, va reso doveroso omaggio a quei due uomini che il Barbaresco hanno onorato per una vita. Profondamente diversi i loro vini. Di stile moderno, innovativo negli anni Settanta – Ottanta del secolo scorso, quelli di Gaja, affinati e fermentati in barrique. Super tradizionali quelli di Bruno Giacosa, fermentati e affinati in botti grandi di rovere di Slavonia e poi Allier.
Ma che vini, perdiana! Vini che più volte ho cercato di descrivere nei miei articoli pur riconoscendo di non essere assolutamente in grado, anche se a scrivere di vino dicono che io sia ancora piuttosto bravo, di restituire al lettore le emozioni che nascono quando si ha la fortuna di berli. La loro grandezza assoluta…
Vini che costano cifre importanti (è la legge del mercato, bellezza, sono top wines, mica un vinello qualsiasi di Antinori o Braccobaldi!…), vini che non sono per tutti, ahimé, e se i produttori in oggetto non fossero stati tanto gentili da offrirmeli per la mia degustazione e per scriverne, non mi sarei mai potuto permettere.
Invece, cari lettori di questo blog che mi ospita ancora non so per quanto tempo (ma il 15 ottobre vedrà la luce il mio novello blog del vino che si chiamerà….) questo Barbaresco riserva ve lo potete permettere, magari facendo qualche risparmio, visto che costa (posso dirlo Roberto?) 45 euro più Iva a ristoranti ed enoteche, il che vuol dire che finirà sullo scaffale delle enoteche intorno agli 80 euro e nelle carte dei vini dei ristoranti un po’ di più.
Ma è un capolavoro davvero, uno dei più grandi Barbaresco, insieme al Bricco di Neive 2016 riserva etichetta storica Bricco di Neive di Dante Rivetti, ai vini di Bruno Giacosa a Sorì Tildin, Costa Russi e Sorì San Lorenzo di Gaja, che abbia bevuto nella mia lunga vita.
Buonissimi il Rabajà, l’Asili, il Paolin di Roberto, ma questa Riserva Vecchie Viti, figlio di una vigna di 40 anni di età media, posta a 270 metri di altezza, esposta a sud, con 40 quintali per ettaro di resa, “macerazione sulle bucce per 10 giorni approssimativamente. I primi 90 giorni in cisterne di cemento con frequente follature per una buona estrazione di colore. Nei giorni successivi una più delicata follatura per l’estrazione dei tannini nobili. Fermentazione malolattica e maturazione in botti di Slovenia da 40hl per uno sviluppo ottimale prima e dopo l’imbottigliamento.
Tempo di maturazione: il periodo di maturazione e affinamento dura dai 36 ai 48 mesi”, madonna mia che spettacolo!

Foto Ziliani
Colore rubino granato smagliante luminoso, naso inconfondibilmente nebbioloso, elegantissimo, suadente, carezzevole, sensuale, tutto giocato tra rosa, lampone, cacao, rosmarino, amarena, macchia mediterranea e soprattutto terra e catrame (goudron direbbero i francesi).
Bocca di inaudita, commovente dolcezza e suadenza, tannini levigati e vellutati, grande ricchezza di sapore, persistenza aromatica senza fine, avvolgente come l’abbraccio della Donna che amate (che desiderate, sognate, immaginate, ricordate…) morbido, delicato, con sentori di cacao, terra, liquirizia nera.
Che dire di più se non invitarvi ad affrettarvi a procurvene una buta?
Lo distribuisce Vino & Design (che ha in catalogo una serie di gioielli enoici, lasciando stare i francesi cito solo Roagna, Elena Fucci, Tenuta delle Terre Nere, Il Poggione, ecc. ecc.) e è un Barbaresco da Mille e una notte. Fidatevi, se mi leggete sapete bene che scrivo solo di vini dalla qualità indiscutibile, no?
Abbinamento musicale: Concerto per pianoforte e orchestra numero 1 di Johannes Brahms eseguito al pianoforte da Alfred Brendel con i Berliner Philarmoniker diretti da Claudio Abbado. Da brividi!







Grazie per la bella degustazione e suggerimento
Questa e’ bella : Braccobaldi
In attesa di novita’ “Invece, cari lettori di questo blog che mi ospita ancora non so per quanto tempo (ma il 15 ottobre vedrà la luce il mio novello blog del vino che si chiamerà….)”, per il blog
di Valerie mi piace e continuero’ a leggerlo