La passeggiata degli ulivi a Tinella
In una mattina domenicale, passeggiando
nella campagna,
sento ribombare i suoni briosi delle campane
nelle colline ondulate di Tinella.
San Giorgio, San Carlo, piccole chiese
appollaiate tra le cime verdi
e l’orizzonte celeste-turchese,
orchestrano inni pii, come l’Ave Maria,
o allegre tarantelle.
L’estate rovente continua a bruciare
la terra ridotta in polvere bianca.
Nel settembre avanzato, il paesaggio,
spogliato dei suoi ricchi grappoli già vendemmiati,
lascia la nostalgia di un amore perduto.
Chicchi secchi e schiacciati
pavimentano il sentiero
che circonda il paesino.
L’erba alta, i fichi e gli ulivi
separano il passeggiante
dal mondo contadino.
Le impronte del cane,
lasciate nella sua corsa libera
il giorno precedente,
vengono ricoperte dal mio passo.
La salita diventa più ripida,
l’aria fresca accarezza
le lunghe foglie delle canne,
e si ode il mormorio
delle Masche addormentate.
Rondini e tortore
rispondono ai canti delle chiese.
Avvicinandosi alle cantine di Tinella,
odori di frutta macerata
e di solforosa ricordano
che il Moscato è in piena fermentazione.
Ancora qualche passo
nelle stradine strette e fresche,
e finalmente mi siedo sulla piazza.
Bevo a piccoli sorsi un espresso.
Il profumo del caffè caldo
si mescola all’aria del mattino.
La passeggiata finisce qui,
nella piazza ancora ombreggiata
di una domenica di settembre.






