Proprio a Londra, dove mi recavo spesso per vari wine tastings, ho fatto, diversi anni orsono, una degustazione che non dimenticherò mai.
I vini in assaggio non erano molti, “solo” 25 ( in altre occasioni sono riuscito ad assaggiarne professionalmente anche 80, ovviamente usando lo spitooon…) ma ricordo questo tasting in particolare per due motivi.
Primo perché il trio dei tasters era composto, oltre che dal sottoscritto, da due grandissimi wine writers & Master of wine, il mio amico e Maestro, il compianto Nicholas Belfrage, e la grandissima Jancis Robinson, ovvero le Purple pages, che nel 2010 ebbi il piacere di invitare in Puglia per una memorabile e insuperata edizione di Radici del Sud .Con loro avevo degustato molte altre volte (e in una occasione, quando condussi un tasting di Barolo a Londra, in uno sfarzoso hotel di fronte ad Hyde Park, Jancis, Nick e anche un altro MW, Tim Atkin erano in prima fila ad assistere ) e tra noi c’era ormai una buona sintonia e i punteggi che davamo ai vini non si discostavano molto.
Ma questo tasting era speciale sopratutto perché i 25 vini in assaggio erano nientemeno che 25 Vin Santo della Toscana, una prova da far tremare i polsi e mettere alla frusta le nostre capacità e la nostra resistenza.Avevo fatto di tutto, in fase organizzativa, perché fosse presente il fior fiore dei Vin Santo Toscani. Ricordo che c’erano i vini della Fattoria di Ama, Rocca di Castagnoli, Marchesi Antinori, Tenuta di Frascole, Fattoria di Capezzana, Avignonesi, Badia a Coltibuono, Isole e Olena, Contucci, e molti altri ancora il cui nome al momento non mi sovviene.
A trionfare, portato da me da casa, fu un non Vin Santo, il Vin San Giusto della Fattoria San Giusto a Rentennano della famiglia Martini di Cigala.C’era anche il Vin Santo del Chianti Classico della notissima azienda Fontodi di Giovanni Manetti e si comportò bene, arrivando tra i primi.
E proprio pensando a quella degustazione, ai grandi vini che Manetti ha prodotto negli anni con la consulenza enologica di un grande amico purtroppo volato via quest’anno, Franco Bernabei, Flaccianello della Pieve, Pinot nero e Syrah Case via, Chianti Classico Vigna del Sorbo, giorni fa ho degustato, con grande emozione e immenso piacere, l’annata 2001 del Vin Santo del Chianti Classico di Fontodi, uvaggio di Sangiovese e Malvasia, trovandola in perfetta forma.

foto Ziliani
Colore ambra – mogano, un bouquet ricco, caratteristico, inebriante, sensuale, di fichi secchi, miele di castagno datteri, rabarbaro, erbe aromatiche, alloro, cioccolato nero, tabacco da pipa, genziana,
Largo, sontuoso, avvolgente al gusto come uno zabaione, dolce ma senza eccessi, con una bella acidità a ravvivare tanta suadenza e “scioglievolezza” sul palato.
Un grande Vin Santo, la conferma che da grandi vigneti, da grande manualità e conoscenza agronomica ed enologica, dal rispetto della terra, e con quella grande intelligenza che tutti riconoscono a Giovanni Manetti, oggi Presidente al terzo mandato del Consorzio del Chianti Classico, anche in Toscana si possono ottenere vini da sogno. E non solo in Francia e nella mia amatissima terra di Langa.
Abbinamento musicale
Francesco Geminiani – Concerto grosso “La Follia”






