Leggevo, con una vena ironica, le numerose proposte di vini da bere o da suggerire online in occasione della ricorrenza più commerciale degli innamorati, San Valentino, e confesso di averle trovate piuttosto tristi.
Un Pinot Grigio del Veneto, un Prosecco, un Grenache e una Shiraz dal Sudafrica, un Tawny 10 anni dal Portogallo. Un elenco corretto, forse, ma privo di slancio. Un’idea d’amore piatta, spenta, senza vibrazione. Certo, un bel Champagne rosé per la dolce metà farebbe sempre la sua figura. Io, però, ho scelto un’altra strada, più simpatica e meno scontata: il tradizionale aperitivo borgognone, il Kir.
Inventato da Félix Kir, sacerdote e sindaco di Digione, questo semplice cocktail veniva servito durante ricevimenti ufficiali e banchetti municipali. La ricetta originale prevedeva un vino bianco locale, l’Aligoté, unito alla crème de cassis, il celebre liquore di ribes nero.
La storia racconta che, in occasione di un incontro tra il sacerdoto Kir e Nikita Chruščëv al Cremlino, i bar e i caffè di Digione idearono una variante più audace: il Double K, un Kir classico con l’aggiunta di vodka.
Il Kir Royal, invece, nasce dall’incontro tra Champagne e crème de cassis. Una bevanda leggera, dolce, lievemente inebriante e finemente frizzante. Un equilibrio quasi filosofico, uno Yin e Yang alcolico. La forza, l’acidità, la freschezza e la struttura di uno Champagne Extra Brut o non dosé dialogano con il calore alcolico, la dolcezza e l’aromaticità intensa del ribes nero. Un matrimonio di opposti, che funziona solo se nessuno dei due prevale. Troppo liquore renderebbe il sorso stucchevole; troppo Champagne soffocherebbe l’aroma del ribes e la sua carezza zuccherina sul palato.
Se l’obiettivo è sorprendere, lo consiglio senza esitazione. Dimenticate lo spritz e concedetevi questa “pozione magica”, elegante e un po’ rétro, capace di scaldare cuore e spirito con leggerezza e ironia.

foto Humbert
Il mio Kir Royal è nato dall’incontro tra un Alta Langa DOCG Extra Brut 2020 di Marziano Abbona e la crème de cassis di Edmond Briottet, storica maison borgognona attiva dal 1836. L’Alta Langa dialoga con la Borgogna con naturalezza, regalando un Kir Royal di grande precisione aromatica, dominato dal ribes nero, sostenuto da una freschezza viva e da una frizzantezza sottile, mai aggressiva. L’insieme risulta chic, armonico, sorprendentemente rinfrescante.
La struttura dello spumante, ottenuto da Chardonnay e Pinot Nero, sostiene con equilibrio l’alcolicità del liquore, mentre la sua vibrante acidità contrasta la componente sciropposa della crème de cassis. Il risultato è quasi tattile: come assaporare una torta appena sfornata, in cui i profumi di crosta di pane e lievito si intrecciano alla confettura di ribes nero.
Perfetto in aperitivo con salumi, paté di carne, vitello tonnato o salame cotto. E perché no, con una pasta al ragù di cinghiale, per chi ama osare.
Con il Kir Royal, in amore, tutto è concesso.
Chiudo con un verso brevissimo di Giuseppe Ungaretti, tratto da Mattina:
M’illumino d’immenso.
È il verso che meglio racconta questo Kir Royale: un evento intenso, breve e irripetibile.
Con il massimo rispetto per il poeta.






