Dromos Bianco 2022 IGT Calabria – Mariolina Baccellieri
Nel greco antico dromos significa:
- corsa, il correre, anche agonistico
- luogo della corsa: arena, circo
- passeggio

foto Humbert
Per questo Bianco scelgo il primo significato.
La corsa.
E ora corro.
Sotto il sole eclatante della Calabria
corro e inseguo i riflessi dorati del Dromos Bianco,
miscela armonica di Greco Bianco e Guardavalle.
In questo blend prende forma un’autenticità territoriale schietta,
senza mediazioni.
Corro e respiro l’odore salmastro dei capperi secchi sotto sale.
Corro e intravedo un vassoio appoggiato sul davanzale di una finestra,
colmo di albicocche e nespole cotte dal sole.
La polpa è miele liquido,
fibre che si attorcigliano su se stesse.
Corro e percepisco i profumi della ginestra
e dei piccoli fiori viola dello zafferano.
Corro e il vento caldo mi avvolge:
in quell’istante emergono la terra bruciata
e gli effluvi profondi delle onde azzurre dello Ionio.
Poi mi fermo.
E bevo questo vino generoso.
È come un bastoncino di liquirizia immerso nel mare,
come marmellata di frutta spalmata su pane salato tostato,
come la vivacità asprigna di una scorza di bergamotto
tenuta sotto la lingua.
I sapori si sovrappongono, si urtano,
fino a creare l’inverosimile.
Questo vino, carico di immagini e profumi,
inverte la mia corsa.
Tutto si riavvolge, procede all’indietro,
e come spiegava Eraclito: tutto scorre nel proprio opposto.
Dromos e attimo,
enantiodromia.*
Il sale diventa miele,
la frutta matura profuma di capperi,
i fiori gialli sanno di terra bruciata.
Il giallo dorato, limpido, si oscura
fino a un nero seppia,
lontano abisso di Calypso,
luogo sepolcrale del vecchio mondo.
*enantiodromia: Eraclito teorizzò che tutto ciò che esiste sfocia nel suo opposto, un “gioco degli opposti nel divenire”






