Sono nato a Milano ma abito in provincia di Bergamo dal 1966 e scrivo di vino dal lontano 1982 eppure pur avendo degustato e scritto di vini di un po’ tutto il mondo non per snobismo, ma per puro caso, ben raramente mi é capitato di visitare e scrivere articoli su vini prodotti nella mia provincia di adozione. Eppure ho validi motivi per amare questa orobica landa, primo tra tutti aver sposato nel 1983 (ora purtroppo siamo divorziati da 13 anni per causa mia) una bergamasca, nata in quel di San Giovanni Bianco sopra San Pellegrino Terme.
Credo che i miei articoli su vini bergamaschi si possano contare sulle dita di mezza mano, ovviamente la destra…
Oggi voglio parzialmente riparare a questa lacuna e raccontarvi di un vino bianco veramente intrigante che ho scoperto per caso la scorsa settimana. Ero in giro con la mia fida bicicletta old style senza cambi e passando come spesso faccio per il Parco Suardi (poco distante da dove abitava la mia ex moglie quando ci siamo conosciuti 50 anni fa…) ho visto una bancarella o gazebo dove un’azienda agricola proponeva in degustazione libera i propri vini. Incuriosito mi sono fermato, ho scambiato qualche parola con la persona che era al banchetto, e ho scoperto l’esistenza di questa azienda agricola Grassenis che guarda caso ha la propria cantina in quella località di Nembro, 15 chilometri da Bergamo dove mi reco spesso per gustare la grande cucina di pesca del grande cuoco caprese Bruno Federico nella sua Osteria da Bruno Gusto a Mille: le crudité di Nembro, il moscato secco di Villa d’Almè e il miele di tiglio di San Giovanni Bianco, dove si è spostato da qualche anno. Ci conosciamo dal 1982, da quando andai ad intervistarlo per la Gazzetta di Parma nella sua celeberrima Trattoria Caprese a Mozzo appena fuori Bergamo.
Bene, tornando al banchetto al Parco Suardi quel giorno ho deciso di degustare solo il vino bianco, una IGP Bergamasca Bianco 2024 denominata Armonia, incuriosito molto dal particolare uvaggio, Moscato giallo e Sauvignon.
Il vino mi è talmente piaciuto e tale era la mia voglia di testarlo con calma a casa, e di fare la prova del nove del giusto abbinamento a qualcosa di buono da mangiare che ne è acquistata una bottiglia, al prezzo, veramente onesto, di dieci euro.

Foto Ziliani
E ora, dopo averlo degustato, ma che dico, bevuto con crescente piacere, cerco di raccontarvelo. Non prima di avervi informato che contattata da me, la gentilissima Signora Sonia Grassenis mi ha detto che la scelta dei due vitigni é dovuta al fatto che il Moscato giallo era già presente in vigneto e il Sauvignon è stato piantato dal marito ritenendo che i due vitigni usati insieme potessero trovare “un giusto equilibrio”.
Aveva ragione il vignaiolo, il vino é davvero, oltre che buono e originale, e, ripeto, intrigante, molto equilibrato, molto piacevole, direi quasi sorprendente.
Il colore è un bel paglierino squillante e luminoso, il naso complesso e “flatteur” come direbbero i francesi, note di sambuco, salvia, agrumi, pietra, sale, accenni moscatati e una leggera nota di peperone giallo grigliato.
Una volta passati al gusto cambiano completamente le carte in tavola perché il vino, che a naso giocava sulla dolcezza, su un bel mix floreale e fruttato, è invece ben secco, deciso, di gran nerbo e sapidità, di spiccato carattere, buona persistenza e notevole piacevolezza.
Un vino che potreste usare tranquillamente come aperitivo oppure abbinandolo anche a preparazioni saporite e speziate. Io l’ho abbinato a del salame Felino e ad un paté di porco e ha funzionato bene.
E ora non mi resta come ho promesso a me stesso e alla Signora Grassenis non mi resta che andare a fare visita alla loro cantina per degustare anche gli altri vini.
Oltre alla mia adorata ex moglie, questa é davvero la Bergamasca (Armonia) che mi piace!
Abbinamento musicale
Recondita Armonia dalla Tosca di Giacomo Puccini con la voce del grandissimo tenore Franco Corelli






