Lo ammetto, passo ore online alla ricerca di vini strani, e uno in particolare ha catturato la mia attenzione: l’Ampelomeryx 2024 del Domaine de Pellehaut, un rosso decisamente fuori dagli schemi.
Questo vino proviene dal Gers, dipartimento dell’Occitania, nel sud-ovest della Francia, non lontano da Tolosa. Ragazzi, siamo nel cuore della Guascogna, terra che, agli inizi del Seicento, diede i natali al celebre d’Artagnan!
La cantina Pellehaut, gestita da Martin e Mathieu Béraut, propone un assemblaggio di tre vitigni apparentemente inconciliabili: Pinot Noir, Syrah e Malbec. Tre personalità molto diverse, tre territori d’elezione lontani tra loro: la Borgogna, la Valle del Rodano e il Sud-Ovest francese. Un nonsenso enologico, verrebbe da dire, o meglio, una trilogia vinicola apparentemente illogica.

foto Humbert
Il vino sfoggia un bel colore carminio, quasi granato. Al naso si presenta con profumi intensi e fini di amarene molto mature, confettura di piccoli frutti neri e prugne cotte, accompagnati da una nota speziata di pepe. Un insieme aromatico che sembra confermare una certa temerarietà da parte del produttore.
In bocca, una bella freschezza ravviva il palato, mentre i tannini discreti, ma ben presenti, e una gradazione alcolica piuttosto contenuta (11,5%) sembrano giocare con il consumatore.
Ma allora, è un vino novello?
Ebbene, no! La sua persistenza aromatica, la struttura piuttosto lineare e il corpo ben proporzionato lasciano immaginare una possibile evoluzione di qualche anno.
Rimane comunque un bel vino estivo, fresco, fruttato, croccante, con una piacevole nota di liquirizia e una finezza aromatica che sorprende. Il finale, giocato sulle spezie e sulle erbe aromatiche, aggiunge un’ulteriore sfumatura di eleganza.
Potremmo definirlo una scelta d’artagnanesca: coraggiosa fino alla temerarietà, con una punta di furbizia. Un vino che sembra un novello, ma che si diverte a ingannare le aspettative del consumatore.
L’unico hic è il nome: Ampelomeryx.
Non vi ricorda forse quello di un personaggio inventato per un’avventura di Asterix e Obelix nel paese di d’Artagnan?
Una piccola curiosità: l’Ampelomeryx era un mammifero erbivoro preistorico, lontano parente delle attuali giraffe, vissuto durante il Miocene, circa 17 milioni di anni fa. I suoi resti fossili sono stati rinvenuti a Montréal-du-Gers, in Guascogna. Il Domaine de Pellehaut ha scelto questo nome singolare per evocare l’originalità del proprio assemblaggio.






