La frana che, all’alba di lunedì 17 novembre, ha investito il centro storico di Brazzano ha lasciato dietro di sé dolore, smarrimento e la perdita di una parte importante del cuore medievale del paese. È una ferita profonda per la comunità, difficile da rimarginare.Nel racconto di questa tragedia, però, c’è un’altra storia che merita di essere ricordata: quella del Ronco della Chiesa, il vigneto travolto dalla massa di terra precipitata dal bosco sovrastante. Una vigna colpita duramente, ma ancora viva, ancora capace di resistere.Il Ronco della Chiesa, parte storica di Borgo del Tiglio, è uno degli ultimi vigneti nati negli anni ’50 con una viticoltura manuale, essenziale, fatta di cavalli, buoi e forza delle braccia. È un piccolo capolavoro agronomico che custodisce una memoria antica: quella dell’uomo che modellava i pendii senza ferirli, rispettando il profilo del suolo e la sua fertilità millenaria.Qui il terreno è la “Ponca”, il Flysch del Collio: alternanze di arenarie e marne, una roccia fragile che scivola quando l’acqua si insinua tra gli strati. Proprio per questo la gestione delle acque, un tempo, era un’arte. Nel Ronco della Chiesa sopravvive ancora questa intelligenza contadina: piccoli terrazzamenti, filari che seguono le curve di livello, pietre affioranti trasformate in minuscoli canali sotterranei. Una viticoltura che non si impone, ma dialoga con la collina.
Oggi questo vigneto è molto più di un appezzamento di terreno:
è un patrimonio culturale, un museo a cielo aperto di buone pratiche agricole, un esempio concreto di sostenibilità nata ben prima che la parola diventasse di moda. E rappresenta anche una bussola preziosa per immaginare la viticoltura collinare del futuro.
Per questo, ogni intervento di messa in sicurezza dell’area colpita dovrebbe essere affrontato con rispetto e delicatezza, con la consapevolezza di trovarsi davanti non solo a un luogo produttivo, ma a una testimonianza rara dell’ingegno umano e del rapporto armonico tra uomo, vite e paesaggio.
Nicola Manferrari e il figlio Mattia hanno aperto una pagina Facebook intitolata “Salviamo il Ronco della Chiesa”, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e invitare i decisori a un’azione responsabile. Perché questa voce abbia peso, è fondamentale raccogliere il maggior numero possibile di adesioni: un segnale forte, capace di mostrare che il mondo del vino – e non solo – sta osservando con attenzione.
Chi desidera sostenere questa causa può aderire e condividere la pagina, contribuendo così a proteggere un patrimonio di valore unico.
#salviamoilroncodellachiesa