ceux où l’émotion se fait rare,
les jours sans relief que l’on préfère oublier.
quand l’âme réévalue sa solitude existentielle
et le vide endémique d’une société en plein burn-out,
un Champagne réveille les synapses
d’un esprit engourdi et cotonneux.
Bruno Paillard – Reims, France
Première Cuvée Extra-Brut.
Alcool 12 % vol.
Pinot Noir 45 %, Chardonnay 33 %, Pinot Meunier 22 %.
Le regard s’attarde sur une robe jaune paille brillante,
ourlée de reflets dorés,
avant que l’effervescence ne s’apaise lentement.
forment un cordon régulier
et montent avec une persistance hypnotique.
le pamplemousse et l’orange mûre,
puis glisse vers l’ananas frais de la Costa Rica.
Apparaissent le foin séché au soleil ,
la croûte de pain chaud,
le toast blond à peine sorti du gril.
Une touche crayeuse, presque saline,
rappelle l’empreinte des sols champenois.
portée par une fraîcheur incisive.
La texture est crémeuse,
enveloppante sans lourdeur.
Une caresse de sel et de sucre fin
tapisse les papilles
et prolonge la sensation de pureté.
voici la trilogie idéale.
quelques nuances de fruits noirs discrets,
puis des notes de santal
et de bois très légèrement toasté.
Les épices s’expriment avec retenue :
la cannelle douce,
et une pointe de safran,
lumineuse et subtile,
qui magnifie la finale.
vibrante,
marquée par une tension minérale
et une amertume noble, parfaitement intégrée.
Sous le ciel, les étoiles semblent frémir
comme les bulles d’or
encore prisonnières du verre.
dans la chaleur alcoolique
de ce Champagne à la fois désirable,
précis et profondément authentique.

foto Humbert
(Traduzione in italiano con Chat Gpt 4)
A mio avviso, lo Champagne si beve nei momenti più inutili,
quelli in cui l’emozione si fa rara,
nei giorni senza rilievo che si preferirebbe dimenticare.
Nel cuore del Dry January,
quando l’anima rivaluta la propria solitudine esistenziale
e il vuoto endemico di una società in pieno burn-out,
uno Champagne risveglia le sinapsi
di una mente intorpidita e ovattata.
E che Champagne.
Bruno Paillard – Reims, Francia
Première Cuvée Extra-Brut
Alcol 12 % vol.
Pinot Noir 45 %, Chardonnay 33 %, Pinot Meunier 22 %.
Nel calice, la spuma si dispiega con vigore controllato.
Lo sguardo indugia su un colore giallo paglierino brillante,
bordato di riflessi dorati,
prima che l’effervescenza si plachi lentamente.
Le bollicine, di estrema finezza,
disegnano una collana regolare
e risalgono con una persistenza ipnotica.
Il primo naso si apre su agrumi canditi,
pompelmo e arancia matura,
per poi scivolare verso l’ananas fresco del Costa Rica.
Con l’aerazione, il registro evolve.
Emergono il fieno seccato al sole,
la crosta di pane caldo,
il toast biondo appena uscito dalla griglia.
Un tocco gessoso, quasi salino,
richiama l’impronta dei suoli champenois.
In bocca, l’attacco è netto, diritto,
sostenuto da una freschezza incisiva.
La trama è cremosa,
avvolgente senza mai risultare pesante.
Una carezza di sale e di zucchero fine
riveste le papille
e prolunga la sensazione di purezza.
Delicatezza, armonia, eleganza:
ecco la trilogia ideale.
Il centro bocca rivela la purea di ribes nero,
qualche sfumatura di frutti neri discreti,
poi note di sandalo
e di legno appena, lievemente tostato.
Le spezie si esprimono con misura:
cannella dolce,
e un accenno di zafferano,
luminoso e sottile,
che sublima il finale.
La persistenza è lunga,
vibrante,
segnata da una tensione minerale
e da un’amarezza nobile, perfettamente integrata.
La notte e lo Champagne cancellano i contorni.
Sotto il cielo, le stelle sembrano fremere
come bolle d’oro
ancora prigioniere del vetro.
Macrocosmo e microcosmo si ricongiungono
nel calore alcolico
di questo Champagne insieme desiderabile,
preciso e profondamente autentico.






